La moneta

20170201_220826In un periodo di crisi che sembra non finire, ogni esponente politico ha la propria ricetta per risolvere i problemi e alcuni addirittura pensano di avere la soluzione. Tra le decine di trasmissioni televisive che propongono dibattiti e mostrano dati statistici sulla situazione, non capita mai di sentire qualcuno che parli di cause verosimilmente sensate, che almeno accenni al meccanismo con cui viene prodotta la moneta. Strumento di civilizzazione ed evoluzione, da sempre  essa condiziona i comportamenti umani, costituisce un collante per la  società, determina  i rapporti sia a livello di singole persone, sia tra stati.

A grandi linee, saltando tutta la storia, nel corso dei secoli l’emissione della moneta ha sempre avuto più o meno come controvalore una quantità di oro depositato presso  chi la stampava, o la emetteva, e quindi si poteva convertire la moneta in oro, su richiesta … finché nel 1971, con gli accordi di Bretton Woods, questa possibilità cessa. Perciò il denaro non è più garantito dal controvalore in oro e le banconote sono solo dei pezzi di carta ai quali attribuiamo un valore in quanto accettati da tutti noi come strumento di scambio convenzionale. I biglietti vengono prodotti dalle banche centrali (che sono quasi tutte private), a costi bassissimi, prestati agli stati al loro valore nominale ( quello stampato sulle banconote) e non più garantiti da un controvalore in oro, e con la relativa emissione di titoli di debito. Questo meccanismo, che fa rabbrividire, viene chiamato signoraggio primario e permette alle “agenzie di credito” di straguadagnare alle spalle di tutta la comunità che lavora e produce.

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Autore: yourborderline

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