La follia

follia

Normalità, stravaganza o malattia?  Come e chi stabilisce la delimitazione tra uno stato o l’altro? Cosa comporta per la persona definita folle a livello di libertà personale?

Nel corso dei secoli attraverso la storia della follia e la fenomenologia della stessa si potrebbero ricostruire le basi e le radici dei meccanismi di funzionamento della nostra società, attraverso i criteri  di esclusione, di criminalizzazione e  forme di “devianza”. Il potere ad alcuni uomini di decidere sulla sorte e sulla libertà  di altri sottoponendoli a trattamenti sanitari obbligatori sulla base di  comportamenti considerati pericolosi per la società, è del tutto arbitrario, e presta attenzione  solo agli effetti ultimi dell’agire di una persona senza considerare il motivo per cui la stessa  è giunta a comportarsi in modo “strano” o pericoloso. Molto spesso, con leggerezza, vengono commesse enormi ingiustizie che potrebbero essere evitate considerando le situazioni personali in un contesto più ampio.

Michel Foucault nel suo saggio ‘Storia della follia nell’età classica’ ci offre un quadro complessivo entusiasmante: ” Forse, un giorno, non  sapremo più che cosa ha potuto essere la follia…Resterà soltanto un enigma di questa esteriorità…Perché la cultura occidentale ha respinto dalla parte dei confini proprio ciò in cui avrebbe potuto benissimo riconoscersi, …?

Quali sono le vostre riflessioni?

 

 

Annunci

Autore: yourborderline

lavorare fa male alla salute

22 thoughts on “La follia”

  1. La follia provoca spavento, perché le altre persone non sanno mai che reazione aspettarsi.
    Chiaramente ce n’è di tanti tipi, e credo sia d’obbligo distinguere il folle che spara in una scuola da quello che dedica una serenata durante una partita di calcio.

    Liked by 1 persona

      1. Stai provocando 😀
        Mica mi conosci 😉

        Da quello che scrivo su me stesso si capisce che non le sparo… un po’ come quando ti parlavo del fatto che ho le idee chiare. Io sono un folle DOC, il contrario di chi fa il “pazzo” per esibizionismo becero.
        Ho sempre avuto una vita fuori dagli schemi e mi piace così 🙂

        Liked by 1 persona

  2. Non ho letto il libro di Foucault. Posso solo dire che ogni azione di ogni essere umana viene sempre contestualizzata al suo tempo e alla sua società evoluta in cultura, mentalità e pensiero (in regresso o in progresso). Dunque, normalità, follia e quant’altro non sono altro che forme convenzionali di un essere convenzionale.

    Liked by 2 people

  3. Sulla follia patologica mi piace pensarla come E. Cioran: “La follia è solo un dispiacere che ha smesso di evolversi” anche se le estreme conseguenze a volte sono terribili. Le altre forme di follia spesso sono solo espressione di creatività.

    Liked by 2 people

  4. Se manifesta patologia, la follia va curata. Oddio, nelle tribù indiane americane i folli erano molto considerati. Erano a contatto con l aldilà. Quindi venerati. Nelle nostre società i folli possono essere gli artisti i poeti o scrittori . Una buona dose di follia a loro é concessa. Io ne vorrei un po di più di follia, difficile dosarla o addirittura averla. É per pochi.

    Liked by 1 persona

  5. la follia , quando è patologia e diventi pericoloso per te stesso e gli altri, va curata – quanto ai mezzi , beh devi impedire di nuocerti e nuocere- se invece è genialità, e spesso tra follia e genio il confine è labile…mi auguro sia riconosciuta e in genere lo è: un Ligabue, il pittore chiarisco, era ed è un genio perduto nella follia…

    Liked by 1 persona

      1. vabbé ..ma, parlando di realtà, dopo uno psicologo e eventualmente uno psichiatra… la diagnosi si fa…forse non ti capisco….ma la follia non è magia o stregoneria , purtroppo…

        Mi piace

  6. E’ vero che bisogna distinguere tra follia di chi nuoce agli altri e follia che è semplicemente un modo di comportarsi diverso dalla maggioranza degli altri. C’è chi trova un modo “sano” di nutrire e accogliere la propria follia, ad esempio con l’arte (“you’re only given one little spark of madness, you mustn’t lose it”, ossia, “non vi è data che una minuscola scintilla di follia, non perdetela mai”) e c’è chi viene “trattato” semplicemente in quanto diverso, non uniformato, “eccentrico”, fino a perdere il proprio diritto a essere se stesso, questo succedeva una volta forse specialmente alle donne, ma non solo. Se i padri non approvavano un comportamento dei figli, ad esempio, potevano farli rinchiudere. Penso che adesso la situazione sia in parte migliorata ma sicuramente non è facile capire dove finisce il “diritto all’eccentricità” e dove comincia un comportamento che può mettere se stessi e altri in pericolo, né è facile capire come e fino a che punto “curare” i lati più dolorosi e pericolosi di certe forme di follia, eppure a volte è necessario fidarsi.

    Liked by 1 persona

I commenti sono chiusi.