Notizie commentate o dati statistici?

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Siamo abituati ad ascoltare e guardare le notizie così come vengono impacchettate e ripetute, sempre le stesse in tutte le reti televisive, con poche possibilità di sentire una voce contraria e soprattutto poche possibilità e poca voglia di verificare i dati che ci vengono trasmessi. La teatralità e l’immagine che i notiziari divulgano sono più accattivanti della realtà dei dati spogli e nudi che, ad esempio, le statistiche dell’ ISTAT o le immagini di qualche blogger o qualunque altra fonte meno diffusa  possano riportare. Quindi l’insistenza, il bombardamento continuo fanno di una notizia una verità… ma perché non possiamo mettere in una casella di “spam”le cose che non ci piacciono o che ci hanno stancato, come le telefonate dei call center più aggressivi? Perché non cerchiamo le notizie migliori come facciamo per le utenze domestiche, ad esempio?

Tu le cerchi le notizie o ti accontenti di quelle preconfezionate?

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Autore: yourborderline

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43 thoughts on “Notizie commentate o dati statistici?”

      1. E’ peggio la Rete, perchè non ha regole e proprio perchè trovi di tutto che ci sono gli idioti (per non scrivere di peggio) che postano roba aberrante (come pagine a pro della mafia o del nazi-fascismo).
        Chi ti dice che prendo le notizie dalla TV? Ahahahah… offendi il mio essere contro il potere. Se hai letto i miei scritti seri sul 25 Aprile, avrai capito che non sono un pecorone 😉
        Esistono i sani libri, quelli giusti.
        In Rete la vera contro-informazione è rara ma quella poca che c’è, mi basta (conosco gente) 😀

        PS: la TV la uso solo per films e videogames… poi sta sempre spenta.

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      2. La Rete è l’ideale per divertirsi (tipo la Satira o altri tipi di notizie buffe), per il resto occorre stare attenti.
        Vai a leggerti qualche commento su Youtube (che è anche peggio di Facebook e Twitter) e capisci cosa intendo. Youtube lo uso spesso per la musica e altre cose ma capita di leggere i commenti a volte e mi metto sempre le mani nei capelli… sta gente ha i miei stessi diritti… bah!

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  1. A dire il vero a me piace sondare le notizie nei social (se non sono bufale), ho poi un’App sul cellulare di RAINEWS24 dove mi tengo aggiornato, guardo spesso il sito dell’ANSA, pochissimo il telegiornale perché è preconfezionato all’80% di politica e a me la politica fa vomitare (scusa). Direi proprio che le notizie le ricerco da una parte e dall’altra. Magari ci fossero dei tg che trasmttessero solo notizie buone e costruttive…allora li guarederei volentieri….Buona serata! 🙂

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  2. l’italia che passa dal 77 al 52 posto per la libertà di stampa fà riflettere , io non ascolto quasi più i Tg , mi rifaccio alla rete , anche se nella stessa girano migliaia di bufale , ma tendenzialmente ho qualche sito o qualche giornale di cui mi fido , per la cronaca secondo la classifica di RSF , ai primi cinque posti per la libertà di stampa ci sono i paesi scandinavi più Danimarca e Olanda , mentre l’Italia viene dopo , il Botswana e quasi tutti i paesi europei eccezion fatta per Grecia , Serbia e Croazia …..ciao Stef

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          1. La perdita di coscienza critica porta ad acclamazioni di massa preda dei fanatismi di ogni genere e colore e a subire passivamente notizie costruite appositamente. Internet inoltre ha moltiplicato le fonti di informazione, amplificando la possibilità di cercare e raccogliere notizie ma non sempre più informazione vuol dire migliore informazione. L’aumento delle notizie a disposizione richiede, infatti, una migliore capacità di discernimento e la capacità di scegliere e selezionare le fonti di informazioni cui affidarsi. Inoltre ciascuno di noi è più incline a cercare informazioni da fonti che “sente” vicine alla propria personale visione delle cose. Insomma a volte alle bufale ci crediamo perché ci vogliamo credere.

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  3. La tv italiana non guardo più dal giorno del cambiamento al digitale terrestre, guardo la tv tedesca e austriaca ( anche i telegiornali) a colte confrontiamo notizie tedesche con quelle italiane nel web, anche quelli francesi e spagnoli.. alcune sono diversi ma Italia sta sempre drammatizzando (tanto bla bla per niente) .. alloro io penso quando succede qualcosa in un paese drammatico lo provo leggere varia reportage ma sopra tutto quelli dal posto proprio oggi si pò tutto tradurre facilmente .. non credo tutto ma mi faccio le mie idee 😉 buona giornata cara Stefania 🌻

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  4. in rete i giornali, i più non italiani:è un bel minestrone…ma vale la pena di tentare. non ho una mente pre-confezionata, leggo tutto, se ho tempo. poi mi faccio la mia idea… ciauuu

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  5. tendenzialmente mi piacerebbe “leggere” la gente, come faceva Novecento nel film “La leggenda del pianista sull’oceano”, ma probabilmente lui sapeva come fare; ! In ogni caso guardo pochissima tv, tantomeno i notiziari, poca rete -il blog, qualche testata scientifica, qualche rss fidato-. Poi le notizie volano in ogni caso, passaparola, social, chiacchiere varie! Relativamente ai social, pur avendo qualche account attivo (si e no ci passo un’ora a settimana), non ne ho grande stima. Ormai hanno perso quel sogno originale di interazione, col tempo sono diventati contenitori dove sfogare rabbia, ignoranza, frustrazioni!

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    1. per quanto riguarda la lettura spesso gli avvenimenti piu’ importanti escono fuori dopo molti anni..il passaparola puo’ avvenire con il blog, con internet, con i forum e in ogni caso passa per internet, secondo me le notizie televisive sono di seconda mano. ciao e grazie

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      1. nonostante tutto credo ancora nelle persone, nel contatto “fisico”, nella capacità luccicante della parola, come c’è ne tanta in giro. Non voglio pensare che ci stiamo limitando solo in schiamazzi e sfogatoi vari sulla rete, ormai sport nazionale (quello di sfogarsi e rigurgitare ogni sorta di cazzata, del genere tanto è tutto virtuale, posso dire e fare quello che voglio!!!) Oltre la rete elettronica esiste una rete interpersonale, di contatto, che è viva! E non è una critica, conosco da molto le potenzialità di internet e del suo magico mondo, ma credo che dovrebbe essere solo un mezzo per crescere e socializzare non una sorta di avatar per ricrearmi una vita diversa da quella che ho e che non mi piace e soprattutto non dovrebbe essere un luogo metafisico, distante dalla realtà o comunque un luogo dove rappresentarmi e rappresentare ogni più piccola azione o dimensione. E quanti esempi ci sono di questo transfert onirico. Uno di quelli che più mi fa imbestialire è quel “buongiorno mondo” appiccicato come fosse un annuncio senza in quale il mondo non sarebbe in grado di procedere da solo. Oppure tutte quelle testimonianze quotidiane (dal caffè, al lavaggio dei denti, al pranzo, alla passeggiata, al cane che corre, al bimbo che ride, alla cena, all’immancabile buonanotte e tutto contornato da selfie pruriginosi). NO non voglio credere che il mondo sia e sarà solo questo. Mah, scusa questa filippica che forse non c’entra nulla col post. Ciao e grazie a te per dare modo di confrontarsi!

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        1. Ciao Sarino, sono assolutamente d’accordo con te. E’ raro trovare sui social qualcosa che non sia un copia e incolla, un post preconfezionato e spesso mendace. Non ci sono opinioni, punti di vista, riflessioni, spunti per un confronto. Non mi interessa una rivolta preconfezionata contro l’immigrazione, mi interessa sapere le motivazioni che fanno prendere una posizione a riguardo, le considerazioni, le idee, le proposte. Trump è diventato quello che ha una moglie di ventiquattro anni più giovane, Macron invece, quello che ha la moglie di ventiquattro anni più vecchia…Ieri sui social sembrava essere la notizia!
          Credo che in tv ormai nulla si salvi, su internet occorre fare un’attenta selezione, ma ciò che ci può salvare è a mio avviso, solo il confronto assiduo, costante, la lettura, la discussione che non sia sterile. Sostengo la necessità di raccogliere quanti più elementi possibile su ogni cosa e farsi un’opinione propria, non stereotipata. E’ questione di allenamento. La mente mette tutto in archivio, crea un proprio percorso, costruisce punti di vista che diventano le migliori lenti per leggere la realtà. La cultura, il sapere, il conoscere, ci salva sempre.
          E, anche e soprattutto “leggere la gente”, perchè anche questo tipo di lettura ci consente di crescere. Ma come per i giornali, occorre trovare (incontrare) TESTAte interessanti ;).

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