Orde barbariche

Poesie Stralciate

_ Giovanni Boldini - Cléo de Mérode (particolare) - 1901 Giovanni Boldini – Cléo de Mérode (particolare) – 1901

(3 marzo 1994 – n° 850)

Attraverso i vetri della mia stanza
vedo gli altri attorno a me invecchiare,
attraverso i vetri della mia stanza
vedo un mondo che non può cambiare.
Sentirsi solo nella moltitudine
è come essere una moltitudine persa nel mare.

Sono una goccia in una distesa di lacrime
una particella ai confini del cosmo
un’animale, un insetto, un’ape
che si tuffa tra i petali di un fiore.

Sono una vita lenta a sfiorire
ma nel suo sfiorire così rapida
che la mente è incapace di
contenere i ricordi.

Volti e situazioni si accalcano,
susseguono, in un continuum extra-temporale,
in un nevrotico sabba infernale che mi ferisce il cuore.
Sarà che quel momento (la gioventù) è già passato,
che il polline raccolto è stato depositato,
che orde di generazioni a venire sono
giunte senza preavviso, indelicatamente.

E si…

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Autore: yourborderline

lavorare fa male alla salute

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