La follia

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Normalità, stravaganza o malattia?  Come e chi stabilisce la delimitazione tra uno stato o l’altro? Cosa comporta per la persona definita folle a livello di libertà personale?

Nel corso dei secoli attraverso la storia della follia e la fenomenologia della stessa si potrebbero ricostruire le basi e le radici dei meccanismi di funzionamento della nostra società, attraverso i criteri  di esclusione, di criminalizzazione e  forme di “devianza”. Il potere ad alcuni uomini di decidere sulla sorte e sulla libertà  di altri sottoponendoli a trattamenti sanitari obbligatori sulla base di  comportamenti considerati pericolosi per la società, è del tutto arbitrario, e presta attenzione  solo agli effetti ultimi dell’agire di una persona senza considerare il motivo per cui la stessa  è giunta a comportarsi in modo “strano” o pericoloso. Molto spesso, con leggerezza, vengono commesse enormi ingiustizie che potrebbero essere evitate considerando le situazioni personali in un contesto più ampio.

Michel Foucault nel suo saggio ‘Storia della follia nell’età classica’ ci offre un quadro complessivo entusiasmante: ” Forse, un giorno, non  sapremo più che cosa ha potuto essere la follia…Resterà soltanto un enigma di questa esteriorità…Perché la cultura occidentale ha respinto dalla parte dei confini proprio ciò in cui avrebbe potuto benissimo riconoscersi, …?

Quali sono le vostre riflessioni?

 

 

Capo vs Leader

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Ciao…ti senti piu’ capo o leader?

Secondo me il vero capo è un leader, ovvero dà l’esempio, parte per primo, consiglia, lavora in primis, dà forza e coraggio, non polemizza ma è positivo, anima, conforta, sprona. E’ colui o colei la cui autorità viene riconosciuta direttamente dalle persone che gli sono intorno per il suo carisma , senza parole..è la guida da seguire.Ecco perchè i veri leaders si contano sulle dita di una mano….o no?

 

 

Nella notte…noi due

20170212_150458Mi piace entrare nel tuo letto , al buio, quando meno te lo aspetti..nella notte profonda, nel silenzio piu’ assoluto ..mentre tutti dormono e si sentono solo i loro sospiri lievi. E tu mi accogli con il tuo caldo abbraccio e mi accarezzi con le tue dolci mani e il tuo amore mi avvolge e mi coccola e mi tiene incollata a te , al tuo corpo forte ed esile nello stesso tempo..Mi proteggi e mi ami, mi stringi e mi desideri… e lo sento..sento i nostri odori che si confondono diventando un’unica persona.

La scuola

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Cercando di mettere in qualche modo in ordine  i libri sparsi in casa, mi è capitato tra le mani un vecchio saggio di Ivan Illich “Descolarizzare la società”, del 1970, impressionante per la lungimiranza  e la precisione nel descrivere il metodo di insegnamento perverso dell’attuale sistema scolastico…

“Nei paesi sviluppati o in via di sviluppo, sotto  ogni regime e latitudine, tutti i sistemi scolastici hanno oggi in comune una caratteristica fondamentale. Che l’ordinamento economico sia capitalista o socialista, che i programmi delle scuole mirino a produrre tecnici o umanisti, che l’insegnamento si effettui in aule aperte o secondo metodi tradizionali, non fa differenza: tutti i sistemi scolastici poggiano su una identica struttura latente, svolgono una stessa azione inconscia, che inculca nell’allievo alcuni principi che determineranno tutto il resto della sua esistenza: l’istruzione non ha valore se non si acquista a scuola attraverso un graduale consumo di titoli, che la futura riuscita sociale dell’individuo dipende dal livello e dal prezzo dei corsi di studio e che è più importante apprendere cose ” sul mondo” che trarre il proprio sapere  ” dal mondo “.        …

… e consta che l’evoluzione della società tende a spogliare l’individuo delle sue capacità creative e a trasformarlo in un assistito preso a carico per tutti i suoi bisogni essenziali da servizi sempre più burocratizzati: servizi che, nello stesso momento in cui pretendono di soddisfare una domanda, creano una domanda maggiore e accentuano lo stato di dipendenza dell’individuo…”

Cosa ne pensate?

Senza parole

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Talvolta basta uno sguardo, una carezza, un sorriso, un piccolo gesto per far capire molte cose a chi ci sta vicino..senza parole si possono esprimere i sentimenti piu’ profondi  e piu’ nascosti. Le parole sono superflue o illusorie se si promettono cose che poi non si fanno…

Senza parole si ama, si sta vicini a chi ne ha bisogno, si comprende, ci si coccola…senza parole!!

 

“L’essenziale è invisibile agli occhi”

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Cit da “Il piccolo principe”.

Cosa ne pensate? E’ proprio vero che ci fermiamo alla superficie delle cose senza vedere la loro essenza, senza volerle approfondire ?

Se questo succede qual è il motivo? Forse abbiamo paura di vedere davvero la verità ? O forse siamo presi in una realtà costruita da altri e di cui non siamo completamente consapevoli?