Le finestre rotte

 

bridgeLa teoria delle finestre rotte, esperimento di psicologia sociale ideato per la prima volta nel 1969 dal prof. Zimbardo negli Stati Uniti  poi ripresa per  ulteriori esperimenti nei decenni successivi da altri sociologi e criminologi ,cerca di teorizzare le cause del degrado sociale e ambientale presenti nelle città, dovuto al mancato rispetto delle regole più basilari che scatenerebbe gradualmente un senso di emulazione che dà l’avvio ad una escalation di gesti criminali e vandalici sempre più gravi. Questa teoria, molto popolare negli ambienti politici di destra e di sinistra, ha dato vita spesso a politiche comunali di tolleranza zero, e ad un accanimento sulle violazioni più comuni come ad esempio le soste selvagge, l’abbandono di rifiuti, abusi di occupazione suolo ecc. E’ vero che il mancato rispetto delle regole favorisce il senso di abbandono e di decadenza, l’impunità che ne consegue dà forza a comportamenti criminali che degradano la società stessa ,ma se le regole basilari della convivenza civile  non sono condivise, ma vengono personalizzate, il malcontento aumenta, perciò, forse alla prima occasione si scatenano i sentimenti di vendetta generati da un senso di oppressione creato dagli abusi di chi comanda e dirige.  Condannare le violazioni più gravi commesse a danno di intere nazioni potrebbe magari dare un senso di riscatto a chi subisce sempre tutti i giorni le malefatte del governo di turno… chissà se potrebbe essere?

Meccanismo Europeo di Stabilita’

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Si tratta dello strumento con cui l’UE fornisce assistenza finanziaria ai Paesi in difficoltà, ovviamente a patto che essi rispettino determinate condizioni di politica economica che vengono loro imposte: prendere o lasciare. In sintesi, si tratta di aiuti, non certo filantropici, concessi in cambio della perdita dell’indipendenza economico-finanziaria degli Stati. Gli stati membri finanziano questo meccanismo pagando una quota annuale versata in un fondo, dal quale in  caso di bisogno (causato dalle politiche deflazionistiche stesse della commissione europea),  se non vengono rispettati i vincoli di bilancio  (parametri) imposti dai trattati europei stessi, i singoli stati possono attingere pagando a caro prezzo in pratica per ricevere in prestito i propri soldi. Geniale…!!!

Il M.E.S  è un organismo indipendente  i cui membri non sono eletti, le cui decisioni  e i cui provvedimenti sono insindacabili da qualsiasi magistratura che , in base agli accordi firmati dagli stati che ne hanno preso parte, detta la politica economica (es tagli alle pensioni, alla sanità ecc…)  degli stati che sono stati costretti a chiedere un  “prestito”.

Tutti questi trattati o accordi  o decisioni prese dai  governi  sono state messe in secondo piano o nascoste dalla televisione e dai principali organi di informazione, come sempre a beneficio di eventi sportivi, festival vari e manifestazioni di ogni altro tipo. Il meccanismo,descritto in modo molto semplificato, dovrebbe destare grosse preoccupazioni e la possibilità non remota che anche l’Italia potrà  perdere totalmente la sovranità politica (o quel poco che ne rimane), con la collaborazione di governi rigorosamente non eletti fa rabbrividire…

 

 

La scuola

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Cercando di mettere in qualche modo in ordine  i libri sparsi in casa, mi è capitato tra le mani un vecchio saggio di Ivan Illich “Descolarizzare la società”, del 1970, impressionante per la lungimiranza  e la precisione nel descrivere il metodo di insegnamento perverso dell’attuale sistema scolastico…

“Nei paesi sviluppati o in via di sviluppo, sotto  ogni regime e latitudine, tutti i sistemi scolastici hanno oggi in comune una caratteristica fondamentale. Che l’ordinamento economico sia capitalista o socialista, che i programmi delle scuole mirino a produrre tecnici o umanisti, che l’insegnamento si effettui in aule aperte o secondo metodi tradizionali, non fa differenza: tutti i sistemi scolastici poggiano su una identica struttura latente, svolgono una stessa azione inconscia, che inculca nell’allievo alcuni principi che determineranno tutto il resto della sua esistenza: l’istruzione non ha valore se non si acquista a scuola attraverso un graduale consumo di titoli, che la futura riuscita sociale dell’individuo dipende dal livello e dal prezzo dei corsi di studio e che è più importante apprendere cose ” sul mondo” che trarre il proprio sapere  ” dal mondo “.        …

… e consta che l’evoluzione della società tende a spogliare l’individuo delle sue capacità creative e a trasformarlo in un assistito preso a carico per tutti i suoi bisogni essenziali da servizi sempre più burocratizzati: servizi che, nello stesso momento in cui pretendono di soddisfare una domanda, creano una domanda maggiore e accentuano lo stato di dipendenza dell’individuo…”

Cosa ne pensate?

La moneta

20170201_220826In un periodo di crisi che sembra non finire, ogni esponente politico ha la propria ricetta per risolvere i problemi e alcuni addirittura pensano di avere la soluzione. Tra le decine di trasmissioni televisive che propongono dibattiti e mostrano dati statistici sulla situazione, non capita mai di sentire qualcuno che parli di cause verosimilmente sensate, che almeno accenni al meccanismo con cui viene prodotta la moneta. Strumento di civilizzazione ed evoluzione, da sempre  essa condiziona i comportamenti umani, costituisce un collante per la  società, determina  i rapporti sia a livello di singole persone, sia tra stati.

A grandi linee, saltando tutta la storia, nel corso dei secoli l’emissione della moneta ha sempre avuto più o meno come controvalore una quantità di oro depositato presso  chi la stampava, o la emetteva, e quindi si poteva convertire la moneta in oro, su richiesta … finché nel 1971, con gli accordi di Bretton Woods, questa possibilità cessa. Perciò il denaro non è più garantito dal controvalore in oro e le banconote sono solo dei pezzi di carta ai quali attribuiamo un valore in quanto accettati da tutti noi come strumento di scambio convenzionale. I biglietti vengono prodotti dalle banche centrali (che sono quasi tutte private), a costi bassissimi, prestati agli stati al loro valore nominale ( quello stampato sulle banconote) e non più garantiti da un controvalore in oro, e con la relativa emissione di titoli di debito. Questo meccanismo, che fa rabbrividire, viene chiamato signoraggio primario e permette alle “agenzie di credito” di straguadagnare alle spalle di tutta la comunità che lavora e produce.