Gaia la guerriera

Nel mar Britannico, dove le acque profonde erano di un colore blu intenso, quasi nero, in una misteriosa Isola chiamata Sena, sempre avvolta da una nebbia perenne, viveva, con altre 8 sacerdotesse, Gaia, ” Bandrui”, ovvero la donna-druido. Al polso indossava un gioiello d’argento, un bracciale rigido chiamato “torque”, massiccio, possente che finiva, senza chiudersi totalmente, su entrambi i lati, con due teste di lupo intarsiate . Esso era il segno di potere, simbolo di saggezza e di magia che la contraddistingueva dalle altre. I suoi capelli erano ricci e vaporosi , scuri e lucenti , divisi sul capo in tre trecce che si univano in un’unica ciocca sulla nuca, lasciando la restante chioma lunga, sciolta, libera al vento. La sua pelle liscia e vellutata aveva un colore ambrato e profumava di spezie. I suoi occhi neri e profondi erano incorniciati da sopracciglia scure e folte, mentre le sue ciglia tenebrose e lunghe ombreggiavano il suo viso delicato ma fermo. I suoi denti bianchi e forti sembravano perle perfette contornate da labbra carnose e rosse scarlatto. Il suo corpo atletico e muscoloso era rivestito da una tunica corta di colore rosso porpora, fermata da una cintura dorata che le cingeva i fianchi stretti e tondeggianti. Calzava sandali aperti e di color oro e un mantello che le copriva parzialmente le spalle cadendo morbidamente a terra. Al lato destro una spada lucente con un’elsa dorata e massiccia risplendeva ai raggi del sole. Gaia era una donna bella, maestosa, senza paura, profetessa e veggente, saggia , aveva poteri di guaritrice sapendo dosare bene le erbe che trovava nella sua Isola. Parlava con gli animali, sapeva interpretare le stelle, incantava le rocce e gli alberi. Era una bravissima guerriera, coraggiosa, intrepida . Essa, con la sua magia, riusciva a calmare i mari in tempesta e i venti, capiva i pensieri delle persone e dominava lo spazio e il tempo. Segue…

Dedicato al 17esimo compleanno di Gaia.

Stefania Spaziani

Partitona

By me 29/12/2019
By me 29/12/2019

Mentre facevo la mia camminata mattutina nei dintorni di casa mia, mi sono imbattuta in polli e galline che felicemente mangiavano passeggiando in un campo di calcio….ecco che mi sono immaginata due squadre di galline con due galli come capitani che facevano una bella partita di calcetto. Il pallone, un uovo, rotolava calciato dalle zampe gialle e arancioni da una porta all’altra , mentre le galline-portieri paravano con maestria i lanci fuorvianti delle galline-attaccanti, starnazzanti ogni volta che non centravano la porta. Ad un certo punto una gallina-difensore fa un fallo ad un’altra gallina-attaccante che cade con le zampe in aria coccodeando e agitandosi per rimettersi in piedi. Ecco che piume e beccate partono creando un bel pollaio dove anche l’arbitro- tacchino viene coinvolto nella rissa. La partita viene annullata con molti giocatori feriti e zoppicanti che tornano alle proprie dimore tristi e scornati ….Ti piace ?