Felicità

Che cosa è per te la felicità? Soldi che sono fondamentali ma non essenziali se non condivisi in una realtà serena e che ci completa? Un buon lavoro? Una famiglia o? Un patner ? Amici? Per sentirsi appagati, soddisfatti, per svegliarsi al mattino con la voglia di fare , di cambiare, serve altro. La felicità è effimera proprio perchè è un raggiungimento di un obiettivo , di un risultato, di un’aspettativa . Prendendo come esempio i bambini, la gioia, la serenità dell’anima si raggiungerebbe senza problemi: loro non cercano alcun risultato bensì, quello che incontrano, lo esplorano, lo vogliono conoscere per il solo fatto di approfondirlo, per il piacere di esplorarlo. Ciò che blocca la felicità sono i sentimenti quali il senso di colpa, la vergogna, l’autosvalutazione, la tendenza a vedere il problema fuori da sè pensando che siano gli altri a sbagliare. Per raggiungere la gioia, la serenità, bisogna concentrarsi coltivando il proprio sè interiore, cercando di avere atteggiamenti garbati e gentili, annullando così l’insonnia, i pensieri negativi, le elucubrazioni mentali e fomentando la voglia di vivere, la capacità di affrontare le avversità, la vita in genere.

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Cena di campagna

Sabato 7 settembre l’associazione dei ragazzi dell’Ottava Torre (vedi mio post precedente) ha organizzato un evento che ha avuto un grande successo: la cena campagnola nel mezzo del Paese vecchio. Un tuffo nel passato con piatti tipici toscani (crostini, affettati misti, formaggi e prosciutto e melone, la grandinina soda, tagliatelle fatte a mano con sugo d’ocio, arrosto d’ocio con patate al forno e insalate per finire con crostate alle fragole e albicocche) fatti dalle signore anziane del luogo e i ragazzi, musiche e canzoni doc, buon vino, tante risate, fotografie e complimenti. Un evento per riunire tutta le gente senza distinzione di età, partito politico, sesso e religione….Ben vengano questi eventi!!!

Mamme single

Sempre di più sono le mamme single che si ritrovano a mettere al mondo e crescere un bambino da sole. Un percorso che può essere magico ed esclusivo, ma allo stesso tempo punteggiato da tante difficoltà da gestire in autonomia: psicologiche,sociali, economiche . Qualunque siano le ragioni per cui il padre non c’è, una mamma single non per scelta dovrà affrontare da un punto di vista psicologico la perdita del partner, vissuta come un’esperienza traumatica, un lutto, ovvero una reazione emozionale che si sperimenta quando si perde una persona significativa della nostra esistenza. Tristezza, senso di abbandono, rabbia, solitudine possono essere le sensazioni che si provano durante l’elaborazione di questo sentimento. Bisogna concedersi tempo per affrontare questa esperienza dolorosa, per poter far cicatrizzare la ferita del distacco , accettare il dolore senza rinnegarlo, senza sensi di colpa. Solo così ci si può aprire alla vita nuovamente, con fiducia, spontaneità e prendendosi cura dei propri figli affrontando le difficoltà con forza ed energia, facendo da buon esempio ai propri piccoli, amandoli in maniera sana e oggettiva..provare per credere.