La radura (capitolo 4°)

Hati era stato sconfitto, smaterializzato e riportato da dove era venuto ovvero gli Inferi. A questo punto l’impresa di Sweyn era terminata ma il giovane decise di rimanere ancora qualche tempo nell’isola di Gaia. E lei ne fu davvero felice. Furono giorni intensi , vivendo in pieno l’isola e le sue bellezze. Un giorno la ragazza decise di portarlo dall’altra parte dell’oasi cavalcando due bellissimi destrieri: i loro velli erano corti, spessi e lucenti, la criniera folta e lunga era mossa dal vento, i loro corpi forti e armoniosi scalpitavano e il sole li faceva risplendere. Quello nero, bello e aitante, andò verso Gaia nitrento e salutandola con dolci colpetti al braccio, lei lo accarezzò affettuosamente sul muso, l’altro bianco e candido, andò direttamente verso il ragazzo come se lo avesse sempre conosciuto. Cavalcarono a pelo, liberi , con il vento che scompigliava i capelli e le criniere, il profumo di fiori nell’aria, il sole alto nel cielo. I loro sguardi sorridenti si incrociavano ogni tanto per distogliersi quasi immediatamente per nascondere un lieve imbarazzo. Arrivarono ad una radura dove vi era un tronco di albero cavo che somigliava ad una panchina. Si sedettero, intorno l’erba rasa e verde era macchiata da fiori gialli e rossi, il cinguettio degli uccellini era accompagnato dal fruscio delle foglie dondolate da una lieve brezza, il profumo del mare avvolgeva i due giovani. I loro occhi s’incontrarono . Gaia non aveva mai provato nulla del genere: il suo corpo pulsava, il battito del suo cuore aumentava incontrollabilmente, non riusciva più ad avere il controllo su di sè. Era come se il corpo fosse staccato dalla sua mente, i pensieri erano un turbinio di sensazioni, il caldo si alternava a brividi di freddo, mentre un rossore saliva sulle sue guance. La mano di Sweyn, forte e calda, le sfiorò la pelle ambrata del viso, Gaia lo lasciò fare, socchiudendo gli occhi scuri per assaporare il momento e, tra le ciglia folte e nere, vide le labbra di lui avvicinarsi alla sua bocca mentre la mano le accarezzava i capelli ricci e morbidi. Fu un lampo, una scossa quando le loro labbra si sfiorarono: il fiato si fermò insieme al tempo, lo spazio si annullò, c’erano solo loro due, i loro corpi abbracciati, la loro passione che nasceva avvolgendoli. I suoni erano attenuati, si percepivano solo il battito dei loro cuori e il loro calore che si fondeva in un unico essere.

Stefania Spaziani

Aneddoto russo

L’anno scorso io e una mia amica di Torino abbiamo organizzato una vacanza a Mosca e a San Pietroburgo…il mio sogno avverato(ho studiato russo all’università e non ero mai riuscita a visitarle). Mentre raggiungevamo il nostro albergo,appena scese dall’aereo, con valigie, vestite molto sportive, struccate e un po’ spettinate, sulla metro, un uomo ha iniziato a fissarmi , in maniera molto carina nel senso che mi guardava poi abbassava lo sguardo, poi mi riguardava…Io ero in piedi , lui seduto, ad un certo punto si è alzato e mi voleva far sedere…io gli ho fatto capire che sarei stata in piedi. Non c’è stato verso..mi sono dovuta sedere al suo posto. Continuava ad osservarmi con delicatezza, quasi tenerezza..io ero un po’ imbarazzata e mi veniva da ridere guardando la mia amica e le mie figlie. Dentro di me pensavo che forse per lui ero diversa rispetto ai canoni delle donne russe, con i miei capelli brizzolati, molto easy, piccola e sorridente…e quindi lo attirava la mia italianità. Ad un certo punto si avvicina alla porta della metro e, prima di scendere, mi si avvicina e mi regala una caramella facendomi capire che ero bella. Non ho avuto il tempo di ringraziarlo che era sparito, inglobato dalla moltitudine della gente.

насколько мне нравятся русские люди!!

Stefania Spaziani

Gaia e Hati (capitolo 3°)

Gaia gli chiese come mai fosse capitato lì. Sweyn ,con aria sofferente, le disse che stava cercando di catturare Hati, il lupo che ogni notte inseguiva la luna, mandato da Loki, dio dell’inganno e dell’astuzia, per distruggere il suo popolo:” devo cercare di rispedirlo indietro prima che faccia ulteriori danni e non so come fare” disse . Gaia gli suggerì di riposare per recuperare le forze e gli promise che lo avrebbe aiutato nell’impresa. Il ragazzo si riprese in pochi giorni e s’incontrò con la giovane donna che gli spiegò il piano:” questo lupo può essere sconfitto con un’erba che si trova proprio nella mia isola ma che, per avere effetto, deve essere colta in una notte di plenilunio. Fra qualche giorno , secondo i miei calcoli, sarà il momento giusto. Dobbiamo solo aspettare” “Bene” disse Sweyn, guardando intensamente Gaia e aggiunse: “nel frattempo cerchiamo di capire dove si è nascosto il mostro”. Lei gli sorrise sbattendo le ciglia folte in maniera seduttiva e lo invitò a seguirla per perlustrare l’isola: il guerriero rimase stupito per la bellezza selvaggia delle foreste che la ricoprivano, composte da alti alberi con chiome folte e verdeggianti, un vento lieve le smuoveva cullando i numerosi uccellini colorati e canterini che le abitavano. Nel sottobosco profumato di muschi e licheni, scoiattoli , lontre, conigli , ermellini , ricci e tantissimi altri animaletti si fermavano a guardarli incuriositi. La luce solare filtrava attraverso i rami scuri rendendo l’atmosfera magica. Giunsero ad un dirupo completamente privo di vegetazione, di un colore bianco accecante, il profumo del finocchio selvatico inebriava l’aria , le onde marine riecheggiavano in lontananza ma ben visibili da quell’altezza. Percorsero uno stretto sentiero, sterrato, scosceso che si snodava lungo la costa rocciosa per un paio di chilometri per arrivare ad una spettacolare piccola baia riparata da venti, dalle maree, da occhi indiscreti, un piccolo paradiso incorniciato da imponenti rocce i cui colori rosa, grigio, bianco conferivano all’acqua salata le sfumature dell’arcobaleno. L’acqua calma emanava il profumo della salsedine e del sole, mentre i delfini giocavano con altri pesci , saltando ed emettendo fischi sonori ..paesaggio incantato. Fecero il bagno, accarezzati da dolci onde che cullavano le loro pelli dorate dal sole. Si ritrovarono sulla sabbia bianca ad asciugarsi , ridendo e scherzando e mentre lui si avvicinava per darle un bacio, fu interrotto da un basso e cupo brontolio. I due balzarono in piedi brandendo le armi, i cuori che battevano all’impazzata, gli occhi che cercavano di scrutare la belva. Hati spuntò in cima al sentiero, i guerrieri scattarono in una corsa forsennata per raggiungerlo , la belva ansimava inseguita dai due ragazzi che gli si avvicinavano sempre di più. Gaia fece un cenno a Sweyn , si separarono, circondando Hari da due lati , continuando a rincorrerlo per spingerlo verso il loro tranello, un antro scuro, una caverna rocciosa, buia e umida. Ci riuscirono e, non appena fu dentro chiusero l’entrata con un grande masso. Hari cominciò a ululare cercando di liberarsi sbattendo violentemente contro la rupe, ferendosi il dorso ma inutilmente. Gaia aspettò che scendesse la notte, colse l’erba e insieme al vichingo raggiunse Hari. Dopo aver ricoperto di foglie “magiche”l’entrata dell’antro, spostarono il macigno : il lupo schizzò fuori pronto ad attaccarli ma , non appena posò le zampe sul tappeto erboso, cominciò a contorcersi svanendo poco dopo in una nuvola densa odorante di zolfo.

Stefania Spaziani

Lettera all’extraterrestre

Scrivete una lettera ad un extraterrestre

Ciao sono Stefania e tu, come ti chiami? Sono un essere umano femminile e vivo sul pianeta Terra, ricco di acqua dolce e salata, minerali, foreste, pascoli, aree urbane, terreni coltivati, montagne, colline…Noi umani viviamo grazie all’aria che ci permette di respirare . Abbiamo due arti inferiori chiamati gambe a cui sono attaccati i piedi e due arti superiori , le braccia che terminano con le mani che ci permettono di muovere, prendere le cose. Guardiamo con gli occhi, sentiamo con le orecchie, mangiamo con la bocca, respiriamo con il naso , organi che compongono il capo. Siamo mammiferi, a sangue caldo, onnivori, ci riproduciamo tra esseri femminili e esseri maschili. Ci piace parlare, ballare, ridere e scherzare. Viviamo in media fino ai 95 anni. Abbiamo il cuore che batte ed è il centro dei nostri sentimenti ed è strettamente collegato alla nostra mente. Abbiamo caratteri e priorità diverse gli uni agli altri e d è per questo che talvolta siamo in contrasto fino a combatterci gli uni contro gli altri oppure ci amiamo in maniera incondizionata. Sono curiosa di sapere di te e del tuo mondo. Cosa vi piace mangiare? Provate sentimenti? Quanto tempo vivete?

Alla prossima

Stefania Spaziani

Il sogno di Sofia

Mini racconto favola per bambini

Un arcobaleno, tanti colori, fiori che scendevano volteggiando dal cielo, una musica lieve accompagnava i petali sull’asfalto, tutto profumava di caramella alla fragola…ecco quello che vide Sofia guardando fuori dalla finestra aperta. Una sua amichetta la salutava guardandola con il visino sorridente dal basso verso l’alto. “Come mai sei uscita Martina?” le chiese stupita. “Non ce la facevo più..avevo voglia di rivederti” le rispose la sua amichetta del cuore. “Scendi anche tu e andiamo a farci due passi”. Sofia sgattaiolò fuori di nascosto e raggiunse l’amica. Saltellando per la via, si tenevano per mano mentre giocolieri e saltimbanchi facevano i loro numeri giocosi, una donnina gentile distribuiva zucchero filato rosa e bianco a tutti i bambini, un pagliaccio invece regalava palloncini a forma di animali. Alcuni bambini facevano girotondi nelle strade, cantando canzoni a squarciagola, altri giocavano a nascondino, altri ancora si rotolavano sull’erba soffice ridendo. Piccoli bignè al cioccolato piovevano da nuvole soffici come meringhe spumose, mentre un pifferaio magico suonava il suo flauto seguito da gattini miagolanti….Ad un tratto tutto sparì….Sofia si svegliò di soprassalto ritrovandosi nel suo lettino….era stato un sogno, bellissimo…di speranza. Era sicura che presto tutto sarebbe tornato come prima e anche meglio….

Stefania Spaziani

Gaia la guerriera

Nel mar Britannico, dove le acque profonde erano di un colore blu intenso, quasi nero, in una misteriosa Isola chiamata Sena, sempre avvolta da una nebbia perenne, viveva, con altre 8 sacerdotesse, Gaia, ” Bandrui”, ovvero la donna-druido. Al polso indossava un gioiello d’argento, un bracciale rigido chiamato “torque”, massiccio, possente che finiva, senza chiudersi totalmente, su entrambi i lati, con due teste di lupo intarsiate . Esso era il segno di potere, simbolo di saggezza e di magia che la contraddistingueva dalle altre. I suoi capelli erano ricci e vaporosi , scuri e lucenti , divisi sul capo in tre trecce che si univano in un’unica ciocca sulla nuca, lasciando la restante chioma lunga, sciolta, libera al vento. La sua pelle liscia e vellutata aveva un colore ambrato e profumava di spezie. I suoi occhi neri e profondi erano incorniciati da sopracciglia scure e folte, mentre le sue ciglia tenebrose e lunghe ombreggiavano il suo viso delicato ma fermo. I suoi denti bianchi e forti sembravano perle perfette contornate da labbra carnose e rosse scarlatto. Il suo corpo atletico e muscoloso era rivestito da una tunica corta di colore rosso porpora, fermata da una cintura dorata che le cingeva i fianchi stretti e tondeggianti. Calzava sandali aperti e di color oro e un mantello che le copriva parzialmente le spalle cadendo morbidamente a terra. Al lato destro una spada lucente con un’elsa dorata e massiccia risplendeva ai raggi del sole. Gaia era una donna bella, maestosa, senza paura, profetessa e veggente, saggia , aveva poteri di guaritrice sapendo dosare bene le erbe che trovava nella sua Isola. Parlava con gli animali, sapeva interpretare le stelle, incantava le rocce e gli alberi. Era una bravissima guerriera, coraggiosa, intrepida . Essa, con la sua magia, riusciva a calmare i mari in tempesta e i venti, capiva i pensieri delle persone e dominava lo spazio e il tempo. Segue…

Dedicato al 17esimo compleanno di Gaia.

Stefania Spaziani