Generazione Y

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Per generazione y s’intendono i nati fra i primi anni ottanta e l’inizio degli anni duemila. I cosiddetti millenials  hanno più familiarità con l’utilizzo della comunicazione , dei media e delle tecnologie digitali da cui si fanno influenzare molto. Hanno un forte senso del dovere e restano molto legati alla loro patria di origine . Sono ottimisti verso il futuro, sono ambiziosi, tolleranti, intraprendenti, competitivi e narcisisti.

Una delle mie figlie fa parte di questa generazione..ma ..non ce la rivedo molto…che ne dici?

 

Fumo vs alcool

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Non saprei proprio cosa scegliere: non sono così diversi , in quanto se assunti con regolarità e senza cognizione di causa rendono dipendenti, annebbiati, causano effetti negativi e collaterali sia fisici che psicologici. Entrambi servono agli adolescenti per socializzare, per far parte del gruppo, per sentirsi accettati: il fumare le sigarette viene considerato dai ragazzi come  segno di emancipazione perchè è un’ attitudine prettamente degli adulti, mentre il cosiddetto Binge Drinking parte da giovani adolescenti che cercano lo sballo per sentirsi euforici e capaci di ogni cosa, senza freni inibitori, senza paura e timidezza, senza essere consapevoli che l’alcool può creare crisi di astinenza. Insomma io sono per gustare un bel bicchiere di vino e magari fumare un sigaro accompagnato da un pezzo di cioccolato fondente ma una volta ogni tanto e per gusto ,non per dipendenza…

Che ne pensi?

Che brutta…

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“Il coltello del macellaio non si cura del pianto dell’agnello”…..Frase che, a mio parere, ben rappresenta la nostra società che schiaccia, uccide senza tener conto se non dei propri interessi. Umanità, compassione e altruismo sono parole assenti nel mondo consumista. Per fortuna esistono persone che guardano anche ai bisogni degli altri e aiutano senza secondi fini. Che la benevolenza abbia spazio!!!

Pochezza

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La definirei meschinità d’animo, chiusura mentale, visione limitata che scaturisce in cattiveria, in piccinerie infantili .La pochezza è insufficienza di buon cuore , di apertura mentale e di animo. Chi la “pratica” non se ne rende conto , pieno della propria presunzione , chiuso nel proprio mondo e non consapevole che, così facendo, si auto elimina.

Chi di voi l’ha subita?

Sindrome di Biancaneve

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La paura di perdere la giovinezza e anche di non essere più adeguati alle situazioni che si devono affrontare perché non si è più giovani, sta prendendo il nome di “sindrome di Biancaneve” . Non si accetta di invecchiare, subentra l’ansia di dover fare tutto ciò che non è stato fatto, le occasioni perse che non tornano… un vero incubo per chi vive tale situazione che  peggiora se non si riesce a uscire dal circolo vizioso. Sicuramente un difetto , un male della società che viene sempre più spinta da immagini candide, senza età, bellissime e senza difetti verso luoghi in cui per avere successo o per emergere c’è bisogno di essere giovani e perfetti… situazione in cui tutti cercano o sperano di entrare e rimanere.   Non bisogna ascoltare chi ci dice che siamo vecchi per iniziare uno sport, una attività che all’apparenza sembra difficile, un lavoro e comunque chi vuole escludere per incapacità propria ad insegnare qualcosa, o perché se non siamo più giovani ci vuole troppo tempo per imparare. C’è sempre tempo per iniziare…

Tu? Ti senti Biancaneve o i Sette nani?

Ottimismo realistico

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L’ottimismo è una disposizione innata a vivere gli eventi della vita vedendone e prevedendone l’aspetto positivo. Bisogna , però , essere capaci di considerare i fatti in maniera reale e oggettiva , senza negarne gli aspetti negativi e cercando di raggiungere i propri obiettivi anche partendo da una situazione non ancora perfetta. L’ottimista è chi arriva alla meta con impegno e sistemando le cose per il meglio, senza illusione ma con consapevolezza. Essere realisti positivi  significa  agire e non rinunciare all’azione, significa non prendere le situazioni difficili della vita sul personale , significa vedere la soluzione e volerla raggiungere nella leggerezza, consapevole del fatto che prima o poi tutto cambia, che la buona riuscita dipende dal proprio impegno…che il bicchiere è mezzo pieno grazie a te!!!

Tu? Come ti consideri? Ottimista , ottimista realistico o pessimista?

Confort zone

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“Comfort zone” è l’espressione usata per indicare l’ area di sicurezza, protezione, difesa che si circoscrive allo spazio del quotidiano, al conosciuto.   Anche se ottenuta attraverso sacrifici oppure senza sforzi , diventa una zona pericolosa perché  non contempla più la possibilità di un rischio, di rimettersi in gioco, di allenare le proprie capacità fisiche cognitive e relazionali… Si diventa pigri, avidi, passivi,  si cerca di mantenere la posizione acquisita e  si tende a diventare insoddisfatti di se stessi. Bisogna cambiare punto di vista, provare l’imprevisto, capire se è la vita che vogliamo o se possiamo fare meglio, creare nuove opportunità… chi si ferma è perduto… mah, insomma… ogni tanto però qualche vizio bisogna coltivarlo e sperimentarlo e, a volte, bisogna anche rimandare a domani ciò che potevi fare oggi e saper fermarsi, ovvero essere un pò controtendenza rispetto ad un pensiero unico che ci crea ansia e stress.

Tu hai la tua zona di confort? Qual è?