I tipi di carte da gioco

Bergamasche, bolognesi, bresciane. .. trevisane,trentine ,triestine.  Piacentine, romagnole, napoletane. ..siciliane ,sarde,abruzzesi  . Poi ancora : piemontesi, milanesi, toscane e genovesi. … salisburghesi . E’ impressionante la varietà di tipi di carte da gioco presenti in Italia, e quelle ormai in disuso, così diverse tra loro, ma con le quali puoi fare gli stessi giochi… briscola e tresette per esempio. cards-627167__340

Le mie, cioè quelle con cui ho ho avuto l’imprinting, sono le piacentine, e sinceramente non mi aspettavo che ci fossero  tanti stili e raffigurazioni così diverse tra loro, tanto che se cambio “mazzo ” non riesco più a giocare come saprei… Anche se sembra banale, quella delle carte è una ulteriore dimostrazione della fantastica e immensa varietà culturale che testimonia le vicende di una storia e di un paese veramente unico, che speriamo rimanga tale.

Ricordi ..

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Non so se anche a voi capita…ma a me sembra di aver resettato la mia infanzia, di non averla mai vissuta, di non avere ricordi, di non essere mai stata piccola…poi, come per incanto, una musica, una canzone, un profumo, una parola mi fanno riaffiorare momenti del mio passato che, molto probabilmente avevo chiusi in un cassetto della mia mente. E qui si scatena dentro di me un movimento forte, nel cuore, dove tutto confluisce e mi sento bene, in pace, in una sana malinconia..e il sorriso mi affiora sulle labbra…

E tu?…

A me

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Donna

Madre

Figlia

Sorella

Chi sono?    Dove vado?

Energia vitale, inesauribile

Fonte di idee magiche

 Creatività vulcanica

Voglia di vivere  totalitaria

A me

che sono felicemente diversa

che non  mi accontento  di lasciarmi vivere

che combatto per quello in cui credo

che non mi faccio spezzare dalle avversità

forte della mia sensibilità

sicura delle mie intuizioni

grata del mio potere di adattabilità

A me

essere speciale

sorriso mai spento

potente delle sofferenze passate

speranza gioiosa di un futuro sempre migliore

 

Frase

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“L’angoscia è la disposizione fondamentale che ci mette di fronte al nulla” (M. Heidegger)  Senza sentire, provare il non definito, il non essere non puoi risalire per percepire la positività dentro l’infinitezza di te stesso….chiudi gli occhi….ascoltati, ascolta il tuo dolore, tuffati nel tuo non io e trova la tua felicità, il tuo perchè…

Lo percepisci dentro di te il tuo non essere? E cosa fai?