Tapis roulant

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Lo sapete  che il tapis roulant, mezzo per smaltire i chili di troppo, nasce con il nome di treawhell nel 1818 come strumento di tortura e adottato nelle carceri come punizione per i detenuti più ostinati? Era una grande ruota fatta a scalini che i carcerati erano costretti a salire all’infinito e che, grazie al loro calpestio, produceva energia idrica . Bisogna aspettare il  1913 perchè sia brevettato con l’utilizzo che ha oggi: ma non vi sembra comunque sempre un piccolo strumento di tortura, con un personal trainer al posto di carcerieri?

 

 

Frase “mitica”

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“Assumere persone intelligenti e dargli ordini non ha senso. Noi assumiamo persone intelligenti affinchè siano loro a dirci cosa fare” Steve Jobs….uomo illuminato dal punto di vista di “sfruttamento” dei talenti altrui..Dalla mia esperienza lavorativa manca questa sensibilità al 98% delle aziende italiane da me “provate”: la lungimiranza e, perchè no, l’umiltà del vedere il dono che ognuno di noi ha innato e saperlo “usare” nel modo giusto, mettendo in condizioni tali da rendere il lavoro un piacere e quindi riuscire a far dare il meglio dalla persona assunta. Questo è l’inghippo che molti non sanno vedere facendo esattamente il contrario ed ottenendo quindi il peggio.

Che ne dici?

La paura dell’abbandono

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L’ansia, o paura dell’abbandono, come tutti i sentimenti, si presenta da soggetto a soggetto con diversa frequenza e intensità: una promessa non mantenuta, un cambiamento del modo di fare dell’altra persona innescano nell’individuo che ha delle sue insicurezze intrinseche, dei meccanismi di negatività e la paura di essere lasciato prima o poi. Tristezza, senso di vuoto,rabbia o ira possono essere le manifestazioni di questa emozione che può derivare da un reale abbandono o da tradimenti o da carenze affettive  vissute fin dall’infanzia.

Chi di voi non l’ha mai provata?

Ti libero da me

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Per far cessare il dolore bisogna liberarlo, lasciarlo andare, viverlo, caderci dentro per poi venirne fuori, più forti, più consapevoli. Senza dolore non esiste la serenità e per raggiungerla e toccarla bisogna avere il coraggio di lasciare andare davvero la persona con cui tutto è finito, anche se con fatica, anche se con ricordi che si affacciano, anche se con occhi pieni di luoghi  e momenti vissuti insieme , con le lacrime che rigano il volto e il cuore trafitto che fa male. Libertà nel dirsi addio, nell’essere diversi, nel decidere di separare le  vite, le  strade che non possono essere condivise  mai più. Libertà nell’essere se stessi, nel lasciarlo andare via  attraverso la porta che ha chiuso dietro di sè, nell’accettare le sue scelte che non sono più le tue, nel capire che la cosa giusta è liberarlo da te!!

15 anni

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La mia secondogenita ha compiuto 15 anni…e mi vengono in mente i miei..con la canzone di Celentano “e intanto il tempo se ne va”..una piccola donna che non è più bambina ma non è ancora consapevolmente grande. Mi sentivo persa ma nello stesso tempo forte nel poter fare qualsiasi cosa, nessuno mi poteva fermare a parte i no dei miei genitori …potevo spaccare il mondo con i miei sogni e le mie mete da raggiungere. Sapevo dentro di me che sarei diventata una donna facendo qualcosa che mi sarebbe piaciuto fare ma non sapevo cosa. Quando chiedo a mia figlia come si sente, cosa prova..lei non sa dirmelo, elude dicendo che si sente “normale” , come prima e alla fine taglia corto con “non lo so mamma”. Penso che dentro di lei ci sia un fuoco che scoppietta, pronto a crescere e ad espandersi al momento opportuno…buon viaggio!!