Carezza amichevole

oppure “… c’era una volta… mettete questo incipit nelle vostre composizioni poetiche, acrostico, racconto.

C’era una volta un opossum molto curioso e, anche se la sua mamma gli aveva consigliato di non avvicinarsi al parco per evitare di fare brutti incontri con gli umani, un giorno le disubbidì. Dietro ad un cespuglio di viburno osservava, con il suo musetto attento, tre bambini che giocavano urlando, ridendo e correndo. Ad un certo punto, uno dei tre, per non farsi trovare dagli altri suoi amici, si nascose proprio dietro alla pianta dove si trovava lui…I loro sguardi si incrociarono, entrambi, impauriti ed allo stesso tempo attirati dalle loro diversità, rimasero impietriti a scrutarsi…fino a quando il ragazzino allungò piano piano una mano e lo accarezzò…che sensazione piacevole : tutto il pelo fremette, ogni volta che il palmo caldo gli lisciava il dorso sentiva un brivido di piacere. Le dita strecciavano con delicatezza i nodi che si erano formati e l’animaletto capiva che il bambino provava affetto e benevolenza verso di lui. Questo gesto, fatto con calma e delicatezza, gli dava lo stesso sentore che gli provocava il vento leggero tra i rami del bosco dove viveva: tranquillità, quiete, pacatezza e libertà. Fu così che tutte le sue paure e insicurezze svanirono e tra i due si instaurò un legame profondo di fiducia e protezione reciproca, era come se i loro cuori fossero uniti , come se potessero sentire i sentimenti e i pensieri l’uno dell’altro, il respiro era simultaneo, uno faceva parte dell’altro. Furono interrotti dall’arrivo degli altri due ragazzini ..l’opossum scappò dalla sua mamma portandosi dietro una bellissima esperienza..chissà se si sarebbero di nuovo incontrati?

Stefania Spaziani