La scuola

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Cercando di mettere in qualche modo in ordine  i libri sparsi in casa, mi è capitato tra le mani un vecchio saggio di Ivan Illich “Descolarizzare la società”, del 1970, impressionante per la lungimiranza  e la precisione nel descrivere il metodo di insegnamento perverso dell’attuale sistema scolastico…

“Nei paesi sviluppati o in via di sviluppo, sotto  ogni regime e latitudine, tutti i sistemi scolastici hanno oggi in comune una caratteristica fondamentale. Che l’ordinamento economico sia capitalista o socialista, che i programmi delle scuole mirino a produrre tecnici o umanisti, che l’insegnamento si effettui in aule aperte o secondo metodi tradizionali, non fa differenza: tutti i sistemi scolastici poggiano su una identica struttura latente, svolgono una stessa azione inconscia, che inculca nell’allievo alcuni principi che determineranno tutto il resto della sua esistenza: l’istruzione non ha valore se non si acquista a scuola attraverso un graduale consumo di titoli, che la futura riuscita sociale dell’individuo dipende dal livello e dal prezzo dei corsi di studio e che è più importante apprendere cose ” sul mondo” che trarre il proprio sapere  ” dal mondo “.        …

… e consta che l’evoluzione della società tende a spogliare l’individuo delle sue capacità creative e a trasformarlo in un assistito preso a carico per tutti i suoi bisogni essenziali da servizi sempre più burocratizzati: servizi che, nello stesso momento in cui pretendono di soddisfare una domanda, creano una domanda maggiore e accentuano lo stato di dipendenza dell’individuo…”

Cosa ne pensate?