Mia adorata

“Ho sceso dandoti il braccio almeno un milione di scale” “Ho sceso dandoti il braccio” di Eugenio Montale

“Ho sceso dandoti il braccio almeno un milione di scale”

mia principessa, mia adorata.

Il mio sguardo nel tuo,

mentre il tempo trascorreva lento e inesorabile.

Il mio pensiero verso di te volto al presente.

Il mio cuore gonfio di amore mai sazio di averti.

Le mie mani tremanti che accarezzano il tuo corpo inerme…

senza di te..il nulla.

Stefania Spaziani

La morte nel sogno

A volte può capitare di sognare la morte, persone che muoiono, già spirate, un caro o uno sconosciuto. Ti alzi con un senso di angoscia, tristezza, paura pensando che l’incubo avuto sia sinonimo di fine, conclusione, capolinea. Alcuni filosofi sostengono, invece, che sognare la dipartita rappresenti una volontà di cambiamento interiore verso una nuova vita, un bisogno di rinascita e rinnovamento di sentimenti, idee e pensieri che cessano di esistere per mutarsi in altri, trasformati, diversi, innovativi, svecchiati. Ognuno ha la sua visione e interpretazione delle cose, per esempio in Egitto si pensava che sognare la morte fosse un augurio di una lunga vita, un matrimonio o il ritorno del marito per una donna o anche una guarigione improvvisa. Per gli arabi invece indica la perdita della fede, mentre per i Babilonesi l’incontro con un morto presagiva un lutto in famiglia. Tu? Cosa ne pensi?

La tua paura

Ho tante piccole paure come tutti noi, credo. Quella più grande però è la sensazione del nulla che provo pensando alla morte. Dove andrò, cosa percepirò, sarà buio, respirerò, mi sentirò libera davvero? In fondo nessuno è mai tornato indietro per raccontarci come è stato, dove è finito, cosa ha provato e ,quando uno dei miei cari è passato a ” miglior vita”, io sono andata in tilt per il fatto di non poter più toccare, annusare, parlare con lui/lei e , non solo, ma soprattutto per l’inspiegabile che mi si presentava davanti a me. E tu, qual è la tua paura più grande?