Bugie

Una signora sposata trova un bigliettino con scritto il nome di una donna nella giacca del marito. Alla sera, appena il marito rientra dal lavoro, la moglie gli sferra una forte padellata in testa.

– Ahhhh! Che dolore… Maddalena, ma che fai??? Sei impazzita??? Potevi uccidermi!!!

– Ah disgraziato! Io sarei impazzita, eh?!? E questo biglietto che ho trovato nella tua giacca? Che hai da dire? Confessa disgraziato!!!

Allora il marito, compresa la situazione al volo risponde pronto:

– Ma no, Maddalena, ma che ti metti a pensare! Quello è il nome del cavallo su cui ho scommesso con i miei amici l’altro giorno! Non è mica il nome di una donna!

Allora la moglie, alle parole del marito, cambia subito atteggiamento, molto dispiaciuta.

– Oddio, Pasquale, perdonami, non volevo! Sai com’è, la gelosia mi ha fatto perdere la testa!

– Va bene, va bene. Chiudiamola qui.

Il giorno dopo il rientra dal lavoro, apre la porta e subito dopo gli arriva una padellata micidiale in testa.

– Ahhh! Che dolore!!! Maddalena, ma che ti prende? Stavolta che è successo???

– Pasquale, ti ha telefonato il cavallo.

Ahahaha

Un genovese si incontra con un amico.

“Mario, ho trovato il sistema di mangiare bene e soprattutto GRATIS! Andiamo in un ristorante e mangiamo tranquillamente, poi ci prendiamo con calma un bel caffè e alla fine ci concediamo anche un amaro; la tiriamo per le lunghe con un po’ di chiacchiere facendo durare il tutto fino alla chiusura. Quando il cameriere – che avrà già incominciato a mettere le sedie sui tavoli – arriverà con il conto, gli diciamo che lo abbiamo già saldato al suo collega che è appena andato via”.

L’amico allora risponde:

“Grande idea, allora è fatta; stasera andiamo fuori a cena!”.

La sera stessa i due si recano al ristorante e fanno come deciso in precedenza; quando arriva il cameriere, il primo amico dice:

“Guardi, abbiamo già saldato il conto al suo collega che è andato via poco fa”.

E l’altro aggiunge:

“E stiamo aspettando il resto…”.

Logica

Un professore di filosofia entra in classe, mette il suo cappello sulla cattedra e dice:

“Ragazzi, oggi facciamo un compito in classe; dunque, facendo ricorso a tutti gli strumenti logici che avete imparato fino a ora, dimostratemi che questo cappello non esiste”.

Gli studenti si mettono a scrivere, per ore e ore, eccetto che dopo pochi secondi, con grande meraviglia degli altri consegna il lavoro dopo che è trascorso appena un minuto.

Alla fine, il professore rivela i volti e si scopre che è stato proprio lo studente più veloce a ottenere il massimo dei voti.

Il professore quindi legge a tutti quanto lo studente ha scritto:

“Quale cappello?”.

Very sorry

Re Artù indice un concorso per arcieri, in cui si deve centrare con una freccia una mela posta sul capo di suo figlio.

Arriva il primo arciere, bellissimo, vestito stupendamente, prende attentamente la mira, e centra la mela. Va da re Artù, e dice: “Hi, I am Guglielmo Tell”.

Arriva il secondo arciere, anche lui molto bello, elegantissimo, prende la mira e scocca la freccia che centra ancora più centralmente la mela, va da re Artù, e dice: “Hi, I am Robin Hood”.

Arriva il terzo arciere, oggettivamente il più bello fra i tre, raffinato ed elegante e con un mantello stupendo; prende la mira, scocca la freccia, ma centra il petto del bambino che rimane ferito gravemente. Va da re Artù, e dice: “Hi, I am sorry!”.

Deserto

Deserto, Dune Di Sabbia, Dune, Asciutto, Paesaggio

Due uomini si sono persi da giorni nel deserto; mentre camminano, distrutti dalla fame e dalla sete, uno dice all’altro:

“Ti devo dare due notizie, una buona ed una cattiva. Quale vuoi sapere per prima?”

“Dimmi prima quella cattiva”.

“Anche oggi mangeremo solo sabbia…”.

“E quella buona???”.

“Guarda quanta ce n’è!!!”.

Genovesi

Prato, Campo, Natura, Erba, Paesaggio, Erboso, Praterie

Genova.

Nei giardini di uno dei parchi cittadini c’è un uomo che ne vede un altro piegato in due per terra che sta mangiando l’erba. Quindi si avvicina e gli chiede: “Signore, ma cosa sta facendo?”.

L’altro risponde: “Vede, io sono molto povero e ho una fame terribile, non ho nemmeno un euro e piuttosto che morire o rubare, mangio l’erba”.

Al che l’altro signore si commuove e dice: “Ma non si possono vedere certe cose! Venga con me che la invito a casa mia.”

E l’altro: “Verrei volentieri, ma anche mia moglie è nella stessa situazione”.

L’altro signore ci pensa un po’ e poi dice: “Va bene lo stesso; noi genovesi siamo un popolo generoso… porti anche sua moglie”.

“La ringrazio di cuore, però ho anche due figli e anche loro soffrono la fame…”.

Il genovese ci pensa ancora un po’ e alla fine, tutto radioso, dice:

“Ma non si preoccupi porti anche loro, tanto dietro casa mia c’è un campo intero con l’erba alta un metro!”.